La Processionaria del Pino è un Lepidottero defogliatore che attacca tutte le specie di pino e varie specie di cedro. Le larve hanno abitudini gregarie e trascorrono l'inverno all'interno di un nido sericeo posto in genere all'estremità dei rami più soleggati.
Alla fine dell'inverno le larve riprendono a nutrirsi e, una volta terminato lo sviluppo, abbandonano definitivamente i nidi scendendo in processione fino al suolo, dove s'interrano per trasformarsi prima in crisalide e successivamente in adulto (farfalla).
La larva misura circa 4 cm di lunghezza, è ricoperta di peli di colore bruno con macchie rossastre e una fascia giallastra.
Generalmente questa fase ha una durata limitata a qualche giorno.
E’ in questo momento che si registra il rischio più “grave” per la salute delle persone e degli animali, in particolare a causa dei peli fortemente urticanti presenti sul corpo delle larve.
Si raccomanda pertanto di evitare qualsiasi contatto con le larve, evitando di toccarle o di schiacciarle. I peli sono fortemente volatili e possono disperdersi nell’ambiente.


Lotta obbligatoria alla processionaria
Con il D.M. 30 ottobre 2007 è stata approvata la Lotta obbligatoria alla Processionaria del Pino

, che prevede una serie di azioni da mettere in campo per contrastare l’effetto nocivo di questo lepidottero:

  1. nel periodo invernale in cui eseguire la raccolta e la distruzione (per abbruciamento) dei nidi presenti sulle chiome degli alberi, questo prima della fuoriuscita delle larve;
  1. prima metà del mese di Luglio (in pianura a Giugno) posizionamento delle trappole a ferormoni per la cattura dei maschi adulti (farfalle).
  1. Inizio autunno (indicativamente da meta settembre a metà ottobre) esecuzione di 1-2 trattamenti a base di Bacillus Thuringensis, un prodotto biologico non dannoso per l’uomo e per gli animali domestici.

Ai fini de controllo dell’insetto è sconsigliato trattamenti insetticidi volti ad eliminare le larve in processione. Si ricorda che anche da morte l’azione urticante dei peli rimane attiva con le conseguenze già citate.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito del Servizio Fitosanitario Regionale:

Clicca qui per consultare il sito della Regione Emilia Romagna

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